Editoria a Pagamento

Il futuro dell’editoria.

Quando ho iniziato a scrivere non c’erano molte alternative per chi voleva pubblicare il proprio libro.

O ti rivolgevi a case editrici serie, medie e piccole, aspettando mesi quando non anni per una risposta, collezionando lettere di rifiuto, oppure pregando agenti blasonati perché ti accogliessero tra le loro schiere, a volte dietro pagamento di tasse di lettura vertiginose, oppure c’erano gli editori a pagamento, quelli che riempiendoti di lodi per il tuo libro meraviglioso promettevano di pubblicarti promuoverti distribuirti tutto per la modica cifra di [numero a tre zeri] o in cambio dell’acquisto di qualche centinaio di copie che poi dovevi premurarti tu di smerciare in giro a parenti e amici.

Per tanti anni ho partecipato alle campagne contro l’editoria a pagamento. Il problema non era tanto il fatto che questi editori facessero qualcosa di illegale, quanto che per l’autore, questo tipo di “investimento” era un pessimo investimento. Al punto da somigliare molto a una fregatura.

Ho perso il conto di quanti autori speranzosi ho visto finire tra le grinfie di questi sciacalli che si arricchivano sui sogni degli ingenui. Gli autori sborsavano fior di soldi per un servizio pessimo, i libri pubblicati erano di una qualità terribile e molto difficilmente avrebbero raggiunto dei veri lettori, spesso perché le tirature o venivano tutte vendute all’autore o erano solo nominali ma in realtà nessuna copia veniva stampata o distribuita. Era in un certo senso un servizio di tipografia spesato dall’autore più che una vera pubblicazione di qualcosa che aveva passato la selezione e valesse veramente la pena di essere pubblicato.

Poi è arrivato il self publishing e la dinamica è cambiata. Primo perché l’autore ora ha la possibilità di pubblicarsi da solo senza passare da un editore e questo è un passo in avanti ENORME, secondo perché finalmente anche l’autore più citrullo ha la possibilità di valutare il rapporto costi/benefici e rendersi conto che pubblicare da sé costa infinitamente meno che affidarsi a questi pseudo editori.

E lo dico con cognizione di causa perché con un poco di impegno l’autore da solo può creare libri che sono di qualità migliore di qualunque pubblicazione a pagamento. Ho visto i libri dei cosiddetti EAP. Oltre a essere pieni di errori, la veste grafica è sempre dall’imbarazzante all’orrido.

Qui infatti è dove entrano in campo delle nuove figure, che sono spuntate come funghi negli ultimi tempi, ossia quelli che offrono servizi editoriali senza essere editori (io sono una di quelli per amore di onestà).

Quindi persone che si fanno pagare dall’autore per svolgere determinati servizi, cose che di norma l’autore non farebbe da solo e che sarebbero competenza dell’editore se ne avesse uno. Si va dall’editing, alla correzione bozze, alla grafica di copertina, all’impaginazione ecc. ecc.

Quindi dove sta la differenza tra Servizi Editoriali e Editoria a Pagamento?

La differenza cruciale è che chi presta un servizio viene pagato per il lavoro svolto e solo per quello. Chi viene da me a chiedere un’impaginazione mi paga l’impaginazione, io gli preparo i file nel modo migliore possibile e poi il libro è nelle sue mani, io non ho nessun’altra voce in capitolo, ogni diritto è suo. Lui può farne ciò che vuole, venderlo, regalarlo, negoziare i diritti per un film, e tutti i profitti sono suoi. Quindi se anche ha speso quei 50 euro per il mio lavoro, gli basta vendere qualche copia e avrà recuperato l’investimento iniziale e tutto quello che viene dopo è il suo guadagno.

Con gli editori a pagamento invece l’autore si lega con un contratto che molto spesso è svantaggioso e pieno di clausole orribili, quindi deve pagare soldi all’editore e in più l’editore è titolare dei diritti di pubblicazione e sfruttamento, quindi continua a guadagnare sulle vendite del libro e corrisponde all’autore solo una percentuale minima che di solito sta attorno al 5-10%, forse qualcosina in più per il digitale, ma comunque meno di quanto l’autore guadagnerebbe pubblicando da solo.

E non illudetevi che pubblicare con questo tipo di editori vi possa fornire un qualche vantaggio. Tutt’altro, perché i prezzi saranno alti, la distribuzione assente, e finirete per bruciarvi un libro che magari avrebbe avuto un futuro migliore.

Ho voluto fare questo post perché ho visto che ultimamente si parla sempre meno di Editori a Pagamento, ma non vuol dire che questi abbiano smesso di esistere, anzi ora sono diventati ancora più subdoli, perché oltre a prendersi i vostri diritti ora chiedono anche che paghiate i servizi editoriali annessi alla pubblicazione.

Quindi fate attenzione ai contratti che vi vengono proposti, una regola resta sempre valida quando avete a che fare con un editore: se vi chiede soldi, per qualunque cosa, non è un vero editore ma uno che vuole fare il furbo e mangiare sulle vostre spalle.

Ora come ora, per un autore che si sente abbastanza sicuro da voler pubblicare, la soluzione migliore è trovare persone affidabili che si occupino della preparazione del libro (ma anche qui fate attenzione, c’è in giro tanta gente che chiede soldi ma poi non sa fare il suo lavoro) e poi autopubblicarsi su uno dei tanti negozi online disponibili.

Anche se molti non lo vogliono ammettere, ormai siamo arrivati al punto in cui il self ha battuto l’editoria tradizionale e anche pubblicare con un “editore vero” non è più così conveniente come una volta.

Non fatevi ingannare dalle false lusinghe del marchio editoriale in copertina e fate bene i vostri calcoli prima di decidere che destino riservare alle vostre opere.