copyrightVisto che è una cosa che ho sentito essere successa anche ad altri autori che usano pseudonimi, ho pensato di farci un post e raccontare la mia esperienza.

È successo che io abbia appena ripubblicato una nuova edizione di Menhir e che Amazon mi abbia contattato per chiedermi di verificare che io possieda effettivamente il copyright.

Spieghiamo bene tutta la faccenda.

Inizialmente ho pubblicato Menhir con lo pseudonimo di Dominique Bisset. La prima edizione era una versione tagliata che avevo anche usato come base per le traduzioni: quella inglese l’ho fatta io, quelle in spagnolo e francese le ho ottenute tramite Babelcube.

Dominique è venuta prima di Allison. Avevo scelto quel nome espressamente per quella pubblicazione a mo’ di esperimento. In quel periodo ho fatto vari esperimenti con vari pseudonimi che lasciamo perdere XD

Essendo Menhir un fantasy un po’ diverso dalle solite cose che scrivevo (la mia vena principale restava l’horror), quando poi ho iniziato a pubblicare come Allison Wade, ho deciso di tenere le due identità separate, ancora non sapevo bene cosa fare con Dominique, e ho detto mah forse lo tengo per scrivere cose più fantasy o con un po’ di romanticismo o comunque diverse dalle cose sanguinolente di Allison e nel frattempo appunto ho usato quel testo breve come cavia per provare il servizio di traduzioni di Babelcube.

Dopo un po’ di tempo, guardando come andavano le cose da entrambi i lati, ho alla fine deciso che potevo includere Dominique nel catalogo di Wade Books in modo da non disperdere troppo eventuali sforzi promozionali e magari riunire insieme quei 2-3 lettori che non si fanno problemi a leggere diversi generi. Solo che allora avevo già pubblicato in Spagnolo e Francese, e mi sembrava scorretto cambiare il nome in copertina. Un conto era per le cose che avevano venduto tre copie, o che erano state pubblicate da editori cialtroni, un conto era aver coinvolto le traduttrici nella mia follia. Quindi Menhir è diventato semplicemente un titolo del catalogo con il nome originale.

Poi qualche giorno fa mi sono detta, ok l’ho tagliato ma a che pro? La versione originale alla fine era anche più completa e sensata, aiutava a capire un po’ meglio le dinamiche tra i personaggi, aggiungeva qualche altro nome ai volti anonimi della versione ridotta, e poi odio sprecare pagine scritte con tempo e fatica. Quindi ho deciso di rifare un’edizione italiana estesa così come era stata inizialmente concepita. E mi sono anche detta, ehi perché non aggiungere il nome di Allison agli autori così almeno chi legge capisce che è comunque una mia produzione ed è tutto collegato e non sto fingendo di essere due persone diverse perché non ho motivo di farlo. È un fantasy che tutto sommato non mi procura troppa vergogna quindi tanto vale dirlo e basta. Solo che non potevo cambiare il nome e obliterare Dominique, per via delle traduzioni, quindi ho optato per il doppio autore. Alla fine è la stessa cosa di Dominique ma con un pezzo in più, e quindi attribuiamolo a Allison.

Insomma scusate la lunga digressione, torniamo alla questione Amazon.

Cos’ho fatto in pratica? Ho cancellato la vecchia edizione e ne ho creata una nuova, stesso nome, copertina simile ma con in più Allison come autrice.

E appena l’ho carica ecco che Amazon mi scrive chiedendo prova che io sia effettivamente il detentore del copyright.

Come dicevo è successo ad altri autori che usavano pseudonimi (se usate il vostro nome ed è lo stesso con cui avete registrato l’account, il problema non dovrebbe porsi) in particolare se il libro era già stato pubblicato in un’altra edizione da un editore o da un print on demand ecc.

Ora sappiamo che per pubblicare con uno pseudonimo non serve nessuna documentazione particolare, non c’è un obbligo di registrazione da qualche parte. Basta solo pubblicare e metterci su lo pseudonimo e nel 99% dei casi siamo a posto. Quello che è importante per la legge è che si possa provare di essere stati i primi a pubblicare quel libro con quel nome.

Mettiamo il caso che pubblicassimo su Amazon un libro Pinco Pallo in data 3 giugno 2016. Non esistono altre edizioni di questo libro, l’unica che si trova è quella del 3 giugno, l’abbiamo postato dal nostro account con nome e cognome e estremi di pagamento, quindi si presume che noi siamo gli autori e nessun altro.

Ma che succede se noi pubblichiamo un libro e Amazon vede che di quel libro esisteva un’altra edizione, precedente, pressoché identica, magari pubblicata da un’altra entità che non siamo noi?

È qui che scatta l’allerta, perché uno può pensare che abbiamo fatto i furbi, abbiamo piratato un libro e lo pubblichiamo sul nostro account per farci i soldi alle spalle dell’autore e dei lettori tratti in inganno.

Non so se sia successo veramente, ma secondo me qualche furbo che ha provato a ripubblicare autori famosi a nome suo ci sarà, d’altronde c’è gente che posta libri piratati su siti e social network un giorno sì e l’altro anche…

Nota per i pirati: rubare e spacciare i lavori altrui è ILLEGALE il che vuol dire che si rischiano multe di migliaia di euro o peggio, se l’autore plagiato si rompe le scatole e decide di denunciarvi. E non pensiate che usare account fake vi renda così anonimi. Un modo per rintracciarvi c’è sempre se si smuove la polizia postale. (Se poi li spacciate usando il vostro nome vero siete triplamente scemi, eh).

Comunque.

Cosa mi ha chiesto Amazon? Vediamo punto per punto:

  1. Un contratto o una dichiarazione dell’autore o dell’editore che confermi che io detengo i diritti di pubblicazione.

Io sono l’autore e l’editore, non ho contratti in mano.

  1. Un’email dall’indirizzo indicato nel sito ufficiale dell’autore o dell’agente

Questo sì, lo potevo fare e l’ho fatto, ho mandato una mail dall’indirizzo di Dominique con cui ho registrato il blog Ar Maen Hir dove parlavo già da tempo del libro. Non so fino a che punto fosse accettabile ma tentar non nuoce. Ho anche aggiunto vari link ai post in cui annunciavo che Menhir sarebbe stato pubblicato da Wade Books.

  1. Per gli autori che usano uno pseudonimo, la registrazione del copyright o la dichiarazione dell’uso di uno pseudonimo.

E qui di nuovo, non avevo documenti e non ho registrato nulla perché penso che comunque sia uno spreco di soldi, visto che il diritto d’autore si applica automaticamente a ogni opera prodotta nel momento in cui viene creata. Ma per fugare ogni dubbio e tagliare la testa al toro, ho deciso di registrare il libro su questo sito: http://www.copyrighted.com/ e ho mandato ad Amazon il link dell’impronta digitale.

Ci ho messo 10 minuti in tutto e dopo qualche ora il libro era online.

Quindi non vi spaventate se arrivano questo tipo di email, alla fine servono a tutelare gli autori. E se siete in regola e avete la coscienza pulita, la cosa si risolve senza nessun problema :)