Sleepy CoveSono passati dieci anni dalla mia prima pubblicazione e due anni da quando ho inaugurato Wade Books, tra alti e bassi, e solo con questo marchio sono usciti 7 tra ebook e cartacei in italiano e 6 in inglese. In realtà ho scritto e pubblicato molto di più e con diversi pseudonimi tanto che ormai ho perso il conto.

Le cose non sono andate granché. L’horror (ma anche la speculative fiction in generale) è una nicchia con pochi lettori e c’è ancora molta diffidenza verso gli autori self. Negli ultimi anni gli aspiranti autori sono aumentati in maniera esponenziale ed è diventato sempre più difficile guadagnarsi uno spiraglio di visibilità tra le migliaia di titoli pubblicati costantemente.

Ho fatto il meglio che ho potuto per presentare dei libri che fossero curati in ogni dettaglio, ma appunto non è andata granché e non sono neppure riuscita a far rientrare i soldi spesi per il logo e l’hosting del sito, editing, traduzioni, proofreading, varie ed eventuali.

Chiudo in perdita. E sí, chiudo.

In questo ultimo periodo sono successe delle cose nel mio mondo reale, problemi soprattutto, e sono arrivata a un punto in cui devo andare avanti con la mia vita e non c’è più spazio per Allison.

Almeno non per il momento.

Questo non vuol dire che i libri spariranno, continueranno a essere distribuiti, nella speranza di trovare ancora persone interessate a leggerli, e il sito resterà online fino allo scadere del dominio, all’inizio del prossimo anno.

Avevo idee e progetti che non sono riuscita a portare avanti per cause di forza maggiore e non ha senso per me lasciare tutto lì a languire. Sono cambiate così tante cose che adesso ho un’altra crisi di identità. Lo so che è difficile da comprendere, soprattutto per certi autori che non vedono l’ora di mettersi in mostra con i loro libri, ma io ho bisogno di sparire dal web e tornare ad essere una come tanti, un nome che un tempo esisteva ma ora è un fantasma del passato.

Quindi quella che presento oggi sarà la mia ultima storia.

E credo sia stata una delle più difficili da scrivere, nonostante la brevità, non tanto per una questione “tecnica” (è in realtà piuttosto semplice), quanto per una questione “psicologica”, uno dei famosi demoni da esorcizzare.

Il titolo è Sleepy Cove, in inglese doveva essere A voice from the deep (una voce dal profondo) ma non suonava abbastanza bene in italiano. La storia è ispirata alle leggende del bosco giapponese di Aokigahara, detto “il bosco dei suicidi”, ma io ho preferito scegliere come location un’isola di fantasia (anche se ho usato il nome di un’isoletta che esiste davvero).

Per ora la trovate in esclusiva su Amazon e Kindle Unlimited a questo indirizzo: www.amazon.it/dp/B071FWTYXH

È stato scrivendo questa storia, e arrancando per trovarle un finale, che ho capito che era finita e non ce ne sarebbero state altre con questo pseudonimo.

Sto camminando in bilico su una linea sottile e ancora sto cercando di capire quale sia la mia strada, la mia identità, quale indirizzo dare alle mie future storie, ma mi sono trovata incastrata in un vicolo cieco, cercando di arrabattarmi tra troppe cose.

Ora come ora non so neppure se continuerò a scrivere – e risparmiamoci il rammarico, se a qualcuno fosse interessato avrebbe comprato i miei libri, recensito, almeno condiviso, ma posso contare sulla punta delle dita chi lo ha fatto (e avete la mia eterna gratitudine). Ho smesso di aiutare gli altri quando ho capito che per molti questa è solo una competizione e pochi sono disposti a dare qualcosa in cambio. E io sono la solita fessa. Ma anche in circostanze diverse, forse ci sarei arrivata lo stesso a questo punto, perché non sono le vendite il problema, ma tante cose personali di cui non mi va di parlare. Non metto le mie sfighe in piazza per ottenere pubblicità e compassione, lo lascio fare a chi non ha altro da dire.

Ecco, tanto per cambiare ho perso il filo, ma poco male, quello che avevo da dire l’ho detto, non sto neanche più a lamentarmi del mondo editoriale, ormai sono disillusa e abbastanza indifferente. Anzi, togliermi dai piedi sarà un sollievo notevole. Vado in un posto migliore (no non quel posto), sto giusto preparando le valigie in questo momento.

Sarà uno dei cambiamenti più importanti della mia vita, e chissà che per una volta le cose inizieranno a girare per il verso giusto.

Un saluto a tutti quelli che ho incrociato sulla mia strada, statemi bene.

For the last time,

Tanja